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Comuni della Riviera dei Cedri

Santa Maria del Cedro

Santa Maria del Cedro

Il centro storico ha avuto origine in epoca moderna, più antica invece la storia dell'attuale frazione di Marcellina, erede della grande città magnogreca Laos fondata dai Sibariti. A seguito di una serie di campagne di scavi archeologici, nel 1994 è stato realizzato il Parco Archeologico di Laos in cui sono visibili tracciati dell'area urbana, resti di case e di mura di cinta. Durante l'Alto Medioevo, sulla sponda destra del fiume Abatemarco, vi era un piccolo villaggio costruito intorno al Castello e all'Abbazia di San Michele, edificata dai monaci basiliani che arrivarono nelle regioni meridionali, dall'Oriente, per sfuggire alle persecuzioni iconoclaste. A seguito di un'alluvione che distrusse il villaggio i pochi superstiti fondarono, in una zona più alta, un nuovo borgo denominato, in epoca unitaria, Cipollina, intorno al quale si sviluppò nel corso degli anni l'attuale Centro Storico. Con il boom turistico avvenuto negli anni '80 sono nate diverse strutture ricettive e moderni complessi residenziali: oggi Santa Maria del Cedro è un comune di circa 5000 abitanti, detti "santamarioti". L'etimologia del nome "Santa Maria del Cedro", sancito nel 1968 con un decreto del Presidente della Repubblica, è legata evidentemente alla coltura dell'antico agrume che riveste il territorio di verde con estese cedriere. Il nome “Santa Maria” fu scelto nel 1955, pochi anni dopo aver ottenuto l'autonomia dal comune di Grisolia in un'affollata seduta consiliare. Il primissimo nome "Cipollina", in latino “Cispollinum”, deriva dal termine greco “cis-polis”, al di qua della cittá, ovviamente riferito all'estesa Laos. Ogni anno, tra fine agosto e inizio settembre, i sacerdoti ebraici raggiungono questa località per selezionare e raccogliere di persona i cedri più puri da inviare alle comunità ebraiche sparse in tutto il mondo per celebrare la “Sukkoth”, la Festa delle Capanne, che rappresenta per gli ebrei l'avvenimento religioso più importante. Il patrono di Santa Maria del Cedro, che si festeggia ogni anno il 20 luglio, è San Giuseppe mentre il 29 settembre si festeggia San Michele. Inoltre vi sono ulteriori santi protettori delle varie parrocchie: nella frazione di Marcellina il 7 giugno si festeggia il Sacro Cuore di Gesù, mentre la seconda domenica di agosto è dedicata a San Marcellino. In contrada Destri nella penultima domenica di agosto si festeggia la Sacra Famiglia. Chi sceglie Santa Maria del Cedro come meta per le proprie vacanze è sicuramente amante del mare, ma anche della montagna; la sua conformazione geografica, caratterizzata dalla presenza di scenari marini e paesaggi montani a ridosso della zona costiera, regala esperienze uniche. Il territorio santamarioto, solcato dal fiume Abatemarco, si estende al centro della vasta piana del fiume Lao, tra Capo Scalea e Cirella, alle pendici del Cozzo del Pellegrino e del Monte La Mula: il Centro Storico, in posizione collinare a circa 120 metri s.l.m., dista circa 3 km dalla litoranea che si è sviluppata negli ultimi trent’anni.


Il principale attrattore culturale di Santa Maria del Cedro è senza dubbio il Parco Archeologico di Laos, sul colle di San Bartolo nella frazione di Marcellina, in Via degli Scavi. Documenti storici riportano che gli abitanti di Sibari, importante città della Magna Grecia sul Mar Ionio, in seguito alla distruzione della loro città ad opera dei Crotonesi, nel 510 a.C. si trasferirono sulle coste del Mar Tirreno fondando delle nuove città, tra cui Laos. Il parco archeologico copre un'area di circa 60 ettari ed è stato realizzato nel 1994 a seguito delle ricerche archeologiche condotte da un'equipe italo-francese; è anche sede dell'Antiquarium, piccola sede museale in cui è conservata una parte dei reperti. La visita al parco si svolge lungo l'antica rete viaria indicata da una staccionata, si possono vedere i resti di alcune abitazioni: gli zoccoli in muratura e le tegole di copertura del tetto. Subito dopo l'ingresso, a destra si trova un tratto della strada più larga, delimitata da muretti che creano due marciapiedi e due case che si affacciano su essa: quella sulla destra, scavata quasi integralmente, è detta “casa della rampa”; riprendendo la strada si arriva all'incrocio con una strada minore, dove troviamo la “casa della zecca”; dall'altra parte della strada, andando verso nord, la “casa con la fornace” ed ancora più a nord l'ultima grande abitazione, la “casa delle botteghe”. Proseguendo Via degli Scavi, salendo in direzione Verbicaro, dopo circa un chilometro s'incontra un bivio, bisogna svoltare a destra per immettersi in Via Cedriere, e dopo una serie di curve si arriva all'ingresso della valle del fiume Abatemarco: arroccato su un rilievo roccioso, svetta il complesso denominato dell'Abatemarco o di San Michele. Sulla parte più alta vi sono i ruderi del Castello, mentre nell'area più bassa, meno acclive, quelli della chiesa dedicata a San Michele e alcune tracce di abitazioni. Nessun documento testimonia la costruzione del castello, ma si può ipotizzare l'origine normanna osservando le linee architettoniche dei resti ancora visibili: un lungo muraglione dove si attesta la torre cilindrica ed un torrione di minore dimensione di forma quadrangolare. Al disotto del castello è ubicata la chiesa di San Michele, di probabile origini basiliane: un'unica navata illuminata da una serie di monofore ed interamente dipinta, lo testimoniano i due affreschi che, agli inizi degli anni '80, vennero trasferiti nella sede comunale per evitarne il deperimento, uno raffigura San Sebastiano Martire e l'altro la Madonna col Bambino tra un Santo Vescovo e San Leonardo. All’entrata del paese, in Via Nazionale, si trovano i ruderi della Chiesetta di Sant’Andrea, di fattura basiliana o bizantina, come testimoniano i resti degli affreschi che si trovano al suo interno. In Piazza Don Francesco Gatto, nella parte alta del centro storico, è ubicata la Chiesa dello Spirito Santo ricostruita, negli anni ’40 di questo secolo, sulla vecchia struttura di un'antica cappella del XVII, grazie all'impegno della comunità parrocchiale di allora guidata da Don Francesco Gatto: uomini e giovani, a tarda sera, si ritrovavano nelle grotte renarie a cavare la sabbia e la domenica, tutti insieme, bambini, giovani, uomini e donne, organizzavano il trasporto dalle cave alla Chiesa. Nel 1987 il titolo di Parrocchia fu trasferito dalla Chiesa dello Spirito Santo alla nuova chiesa Nostra Signora Del Cedro, sita in Via Nazionale, dove si può ammirare un grande mosaico in cui è rappresentata la Madonna con il Bambino Gesù che stringe tra le manine un cedro e due particolari elementi realizzati con una grossa radice di ulivo: l'altare ed il tabernacolo. Sul territorio santamarioto sono presenti i ruderi di tre torri di avvistamento di evidente fattura Normanna: Torre Longa e Torre Nucito in località Foresta, Torre Sant'Andrea in Via Nazionale; le torri erano collegate visivamente tra loro, in modo da permettere l'avvistamento degli invasori e quindi avvisare subito la popolazione dell'imminente pericolo. In località La Bruca vi era un'altra torre di avvistamento, diversa dalla precedenti, costruita nel XVI secolo sotto il regno di Carlo V: con altre torri costiere costituiva un sistema difensivo, di avvistamento e di comunicazione lungo la fascia costiera del regno di Napoli per difendersi dalle frequenti incursioni saracene e corsare; oggi è sormontata da opere murarie realizzate negli anni '60 per adattarla a civile abitazione. Al confine con il comune di Grisolia, in località Impresa, si trova il maestoso Palazzo Gabriele Marino, una costruzione di tarda età medioevale in cui durante l'anno si svolgono manifestazioni culturali; i lavori di restauro, terminati nel 2004, sono stati rallentati a causa del rinvenimento di frammenti ceramici di epoca ellenistica e romana. In passato era una struttura adibita ai lavori forzati dei detenuti per la produzione di olio e vino, per questo motivo è noto anche come “Carcere dell’Impresa”.

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www.comune.santamariadelcedro.cs.it
sindaco: Ugo Vetere
Riviera dei Cedri