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Itinerari turistici

Itinerari montani

Itinerari montani

La Riviera dei Cedri non è solo mare, a pochi chilometri dalla costa ci sono le pendici dei Monti dell'Orsomarso nel Parco Nazionale del Pollino, il parco naturale più grande d’Italia, condiviso da Calabria e Basilicata. Formazioni rocciose che arrivano a 2000 metri, la cima più alta è il Cozzo del Pellegrino (1987 metri), numerosi i percorsi che gli amanti della montagna possono intraprendere per conquistare cime da cui si godono panorami vertiginosi. Fasce di vegetazione che variano dalla macchia mediterranea ai piani di alta quota, dove svetta il Pino Loricato, simbolo del Parco. Vallate incise dai corsi d'acqua, quali l'Argentino, l'Abatemarco ed il Lao, caratterizzati da gole di grande valore paesaggistico. Diversi i modi per vivere a contatto con questa natura ancora incontaminata: dal classico trekking alle passeggiate a cavallo, dalle escursioni in mountain bike ai mini tour alla guida di potenti quad. Sempre più popolare il rafting, su uno speciale gommone si scende il corso del fiume Lao seguendo la corrente d'acqua e orientando l'imbarcazione a colpi di pagaia, in alcuni tratti la valle assume i caratteri di un vero e proprio canyon, stretto tra pareti di roccia verticali. Chi non soffre di vertigini e ama le emozioni forti può provare il parapendio, bastano pochi passi di rincorsa per spiccare il volo e lasciarsi cullare dal vento.


Monte CiagolaIl Monte Ciagola è il primo massiccio montano della Calabria tirrenica, domina l’intera valle del fiume Lao ed è localizzato prevalentemente tra i territori di Aieta e Papasidero, da questi paesi montani attraverso lunghi sentieri è possibile raggiungere la vetta a quota 1467 metri s.l.m. e godere di un ampio panorama, nelle giornate serene spazia dal versante settentrionale del Golfo di Policastro fino a Capo Vaticano; sul monte sono presenti numerosi resti di antiche costruzioni a secco ed alcune "conserve", grandi raccoglitori scavati nella terra e rivestiti di pietre locali, nelle quali i pastori conservavano la neve invernale da adoperare durante l’estate come acqua da bere.


Fiume LaoIl fiume Lao prende il nome dall'antica città Laos, l'attuale Marcellina, nasce in Basilicata e nel territorio calabrese si congiunge con il fiume Argentino, prima di sfociare nel mar Tirreno; meta frequentatissima dagli appassionati di rafting che su gommoni senza motore (Raft) scendono il corso del fiume seguendo la corrente d'acqua e orientando l'imbarcazione a colpi di pagaia. La valle del fiume Lao presenta ambienti rupestri ricchi di grotte in cui sono avvenuti importanti ritrovamenti preistorici, prima tra tutte la Grotta del Romito nel territorio di Papasidero, dove negli anni '60 è stato scoperto un graffito risalente al Paleolitico.


Serra La LimpidaS. Nicola Arcella si trova su una rocca a 110 metri s.l.m. ai piedi della Serra La Limpida, un gruppo di cime che arrivano a quota 1519 metri; base di partenza dell'escursione Santa Domenica Talao, bisogna percorrere un sentiero da cui si può ammirare un maestoso paesaggio marino-montano, numerose le rocce che spuntano dal terreno ed i ricoveri di emergenza realizzati in pietra dai pastori, non pochi quelli che ancora oggi portano il gregge a pascolare in questi luoghi ameni.


Monte PalanudaIl paesino di Orsomarso da il nome all'omonima catena montuosa, Monti dell'Orsomarso, che ha cime più basse ma non meno imponenti rispetto a quelle del Massiccio del Pollino (l'altra catena montuosa del Parco Nazionale del Pollino), come le cime del Monte Palanuda (1632 m) e del Monte Caramolo (1813 m) dalle cui pendici nasce il fiume Argentino che, alimentato da rigagnoli e piccole cascate, scende a valle attraverso suggestive gole.


Fiume ArgentinoL'escursione nella valle del fiume Argentino inizia da fondovalle, dall'abitato di Orsomarso, si risale lungo la strada che segue il corso del fiume, dove il sentiero si fa stretto bisogna attraversare il letto del fiume, si arriva al giardino delle piante officinali dove si possono ammirare numerose specie di piante presenti sul territorio. Il tutto incastonato in una cornice di vegetazione selvaggia con cascate impetuose, spettacolare quella della Ficara, e sorgenti d'acqua sgorganti dalle pareti rocciose; nella zona più alta si trova la grotta del Frassaneto.


Fiume AbatemarcoSfocia nel mar Tirreno, nel comune di Santa Maria del Cedro, il fiume Abatemarco che attraversa anche i comuni di Grisolia e Verbicaro. La suggestiva e boscosa valle del fiume, rigogliosa di natura e di alberi secolari, è facilmente percorribile grazie ad una strada interpoderale che inizia dove sono i ruderi del Castello di San Michele e sale fino al confine meridionale con il comune di Verbicaro, offre innumerevoli spazi naturali ed aree attrezzate con panche e tavoli in legno, lungo il percorso si possono ammirare estesi campi di cedri.


Cozzo del PellegrinoIl fiume Abatemarco nasce dal Cozzo del Pellegrino, che con i suoi 1987 metri di altezza rappresenta la vetta più alta dei Monti dell'Orsomarso e la seconda di tutta la Calabria. E' situato nel comune di San Donato di Ninea ed è possibile raggiungere la cima anche seguendo percorsi che partono dal territorio di Verbicaro, da altezze differenti; l'itinerario più noto parte da Piano la Fratta, a quota 1205 metri s.l.m., un pianoro montano, raggiungibile anche in fuoristrada, dove c'è un laghetto artificiale ed una fonte. Sulla sommità del Cozzo del Pellegrino si gode di un fantastico panorama che spazia dal litorale tirrenico ai monti del Pollino fino a raggiungere, nelle giornate terse, il golfo di Sibari e il mar Ionio, le isole Eolie e la Calabria meridionale.


Monte La Mula,Il territorio di Grisolia si estende dal litorale tirrenico alla vetta del Monte La Mula, le cui pendici restano innevate fino a primavera inoltrata; l'escursione che porta in cima, a 1935 metri s.l.m., attraversa un suggestivo altopiano in cui è facile incontrare cavalli al pascolo; dalla vetta il panorama è davvero spettacolare, si vedono i principali monti calabresi, il Mar Tirreno ed il Mar Jonio, ed a nord la statua del Cristo Redentore di Maratea. Dodici metri di circonferenza, ci vogliono 18 passi per girare intorno al gigantesco castagno che si trova in zona Fontanelle a Grisolia, ci sono anche altri castagni non così grandi ma spettacolari nella forma e plurisecolari come il "Il Castagno del Ramarro" con i suoi 500 anni.


Torrente CorvinoPer molti è ancora il "fiume di Diamante", il torrente Corvino sfocia nel mare di Diamante proveniente dalla Montea dopo aver attraversato Buonvicino in una vallata ricca di pregevoli specie vegetali ed animali. L'escursione può partire da Diamante, dal Parco Enzo La Valva più noto come Parco del Corvino, o dal centro storico di Buonvicino seguendo le indicazione del Santuario Madonna della neve; nella zona più alta della valle si giunge all'antico villaggio di Serapodolo, abbandonato alla fine degli anni '60, dove ci sono molte sorgenti di acqua purissima. Suggestiva "La gola del Corvino" lunga circa cento metri e le cui pareti sono tappezzate da stalattiti.


Monte La CacciaAlle spalle di Belvedere Marittimo vi è l’ultimo tratto dei Monti di Orsomarso, dominato dalle cime del Monte La Caccia (1744 m) e della Montea (1825 m), i percorsi per raggiungere queste vette prevedono un dislivello di circa 1000/1100 metri, la partenza avviene dalla frazione Trifari distante 8 chilometri dal centro abitato. Durante il percorso, a quota 1391 metri su una selletta che domina la valle, è possibile visitare la Chiesetta della Santa Croce, meta il 22 giugno di un pellegrinaggio a cui partecipano anche diversi turisti